Giustizia in coma, medici (politici) assenti
16 AGO 20

Finalmente è terminata la gestazione del procedimento di politicizzazione del pm Ingroia! “Ha inviato al Consiglio superiore della magistratura una domanda di collocamento in aspettativa per motivi elettorali”. Questo è un piccolo problema dell'Ordinamento giudiziario che i politici dovrebbero risolvere rifondandolo, perché la signora Giustizia è in coma da troppo tempo. Anche i magistrati, come tutti, possono avere idee politiche (ci mancherebbe), ma dovrebbero restare nel segreto della loro coscienza e non dovrebbero avere alcuna valenza nel loro lavoro (da svolgere senza ideologiche pretese): non è possibile che i magistrati (e, purtroppo, nell'attuale sistema, tali sono considerati anche gli inquirenti) abbiano la possibilità di star dietro a tutto (gestendo i ministeri, facendo gli opinionisti... persino facendo politica). Non dovrebbero fare neppure volontariato! Però è il potere legislativo che solo può e dovrebbe sistemare la macchina Giustizia. Non rincorrendo fini individuali, ma mettendo a punto il sistema, che non permetta “evasioni” dal compito istituzionale. E niente “fuori ruolo”, ma fuori dal ruolo, per sempre e con tanto di controllo sull'operato pregresso. Il potere dei magistrati dovrebbe essere solo quello necessario per la libertà di giudizio: altro che attacchi al presidente della Repubblica! Il prossimo sarà il Padreterno? Nel titolo dell'articolo di Dino Martirano del 18 agosto: “Vigna: magistrati mai in politica”. Ma persino Vietti, ultimamente, deve essersi pronunciato in tal senso. A parte la Corte Costituzionale, accusata di sentenza politica: e il procedimento disciplinare? Scriveva Giuseppe Anzani, magistrato vero, in un editoriale del 26 gennaio 2008: “La giustizia è un disastro. Un disastro annunciato e censito di anno in anno, in ogni discorso inaugurale … Quando potremo darci uno scatto di efficienza, che ormai coincide con uno scatto di dignità?”. Ma Anzani non ha la visibilità del famoso pm!